Cosa cambia davvero dal 1° ottobre 2026, cosa non è ancora deciso e come muoversi senza farsi trascinare da false promesse.
Il Decreto Scuola (DL 30 settembre 2026, n. 170, in vigore dal 1° ottobre 2026) interviene su due temi che toccano da vicino chi vuole insegnare: l’accesso riservato ai percorsi abilitanti e i requisiti per gli insegnanti tecnico-pratici (ITP). Facciamo ordine, perché in questi giorni circolano titoli più ottimisti dei testi.
Prima cosa da sapere: le iscrizioni non sono aperte
Il decreto non apre il nuovo ciclo dei percorsi abilitanti, non fissa il numero dei posti e non indica scadenze per le domande. Per il 2026/27 mancano ancora, in ordine: l’autorizzazione dei posti da parte del MUR, il decreto sulla riserva, i bandi di università e istituzioni AFAM, e le indicazioni su costi, selezioni e riconoscimento dei crediti.
Una pagina informativa pubblicata da un ateneo non equivale a un bando. Fino ai bandi ufficiali, diffida di chi chiede pagamenti per “preadesioni”.
Percorsi abilitanti: la riserva diventa strutturale
L’articolo 7, comma 5, lettera a), modifica l’articolo 2-bis, comma 2, del D.lgs. 59/2017 e cancella le parole “per i primi tre cicli” dei percorsi universitari e accademici di formazione iniziale. In pratica la riserva di posti per l’accesso a questi percorsi non è più limitata ai primi tre cicli: diventa un meccanismo stabile. Secondo le ricostruzioni giornalistiche riguarda:
- i docenti con almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque, di cui almeno uno sulla specifica classe di concorso;
- chi ha sostenuto la prova del concorso straordinario-bis;
- chi ha contratti di docenza nei percorsi regionali di IeFP.
Resta indispensabile il titolo di studio richiesto per la classe di concorso.
Quanti posti e con quale percorso? Il decreto non lo dice. Numero dei posti, quota riservata, tipologia di percorso (ad esempio 30 CFU) e modalità di ammissione, anche per i docenti IeFP, dipenderanno dai decreti annuali del MUR. Nel 2025/26 la riserva era del 45% dei posti, ma per il 2026/27 non si può dare per scontato lo stesso valore.
ITP: termine prorogato al 31 dicembre 2027
L’articolo 7, comma 5, lettera b), modifica l’articolo 22, comma 2, del D.lgs. 59/2017, sui requisiti per partecipare al concorso per insegnante tecnico-pratico: il termine passa dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2027. In pratica il diploma, dove è previsto come titolo di accesso, resta utilizzabile per i concorsi interessati dalla norma fino a quella data; per i concorsi successivi serviranno i requisiti a regime.
Due precisazioni importanti:
- verifica sul bando la data a cui si applica il termine: non dare per scontato che valga la data di svolgimento delle prove o delle assunzioni;
- la proroga non rende valido qualsiasi diploma: va verificato che il proprio sia previsto per la specifica classe di concorso.
Nessun effetto automatico sulle GPS 2026/28: per i prossimi aggiornamenti conterà l’ordinanza ministeriale del biennio.
Attenzione: è un decreto-legge
Il decreto va convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione (fine novembre) e il testo può cambiare. Servono due occhi sull’iter parlamentare e sui provvedimenti del MUR.
Cosa fare adesso
- Verifica di avere il titolo di accesso alla tua classe di concorso.
- Ricostruisci con precisione gli anni di servizio e controlla che almeno uno sia sulla classe richiesta.
- Se sei ITP, controlla se il tuo diploma è previsto per la classe di concorso.
- Aspetta il decreto MUR su posti e riserva e consulta solo i bandi ufficiali.
Gli strumenti gratuiti PFL Group per orientarti
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Fonti: Decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170 (Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30/09/2026), art. 7; stampa specializzata di settore. Contenuto informativo, da verificare sui testi ufficiali e sui provvedimenti del MUR. PFL Group non garantisce l’esito di selezioni o concorsi.